Scuola Militare Alpina

164° Corso Allievi Ufficiali di Complemento

Camerata 11

Il morto A.U.C. Bruno Re
A.U.C. Giandomenico Bresciani A.U.C. Gianmichele de Leonardis
A.U.C. Corrado Cozzo A.U.C. Cristian Paravano
A.U.C. Roberto Orsolato A.U.C. Matteo Rinaldi

Al 164° l’ardua sentenza: quale il nome storico della nostra camerata? L’arcano enigma venne risolto dopo molte notti insonni, passate a contare i ciccioli di pura lana merinos sul pavimento. E fu proprio in uno di quei ciccioli che trovammo l’ispirazione. La FETIDA e STANTIA. Questo era il nome che le divinità di tutte le scuole militari ci avevano suggerito dopo aver appurato che non ci fossero claustrofobici tra noi. Così sia.

Allievi Ufficiali di Complemento

Giandomenico Bresciani: Sorrisino

Il soprannome è dovuto all’espressione costantemente presente sul suo volto, infatti per farlo ridere i componenti della camerata 11 si sono impegnati, lungo tutto il corso, con burle e scherzi con il magro risultato di far spuntare un debole sorriso sulla sua faccia eternamente triste e rabbuiata. Pur avendo poche ore a disposizione per dormire è riuscito a ridurle ulteriormente per dedicarsi all’attività scolastica, note sono le sue nottate insonni (soprattutto quelle in cui montava di guardia portandosi le sinossi persino in muta). Altra assidua attività notturna era quella della corsa alla turca con la carta igienica a bilanciarm finalizzata all’espletamento di funzioni fisiologiche di grosso calibro (e più precisamente artiglieria pesante campale) mediante ausilio di visore notturno TL. Riconoscibilissimo nella posizione dell’attenti per la perpendicolarità perfetta tra mano (a penna!) e pollice, è stato e continua ad essere odiato per la lucentezza cristallina che solo lui riesce a dare alle sue calzature. Indimenticabile nello svolgere il compito di comandante di plotone, in marcia soffriva moltissimo il fatto di non vedere le squadre che lo precedevano il che lo portava ad effettuare continui cambi di ritmo, rivelatisi poi fatali per alcuni elementi del plotone (detonation!). Va lodato per il suo enorme cambiamento, durante il corso, da lettore di “La vita di Cesare Battisti” a fervido estimatore di Playboy, Penthouse e annessi e connessi... il tutto testimoniato da foto osé e da gingilli molto più vicini al sado che al maso. La sua faccia angelica non deve ingannare, dietro l’impalcatura si cela uno dei personaggi più capaci e abili nell’arte dell’imbosco. Domanda che ha tormentato l’intera compagnia, compresi gli ufficiali, è la seguente: “Quanti denti trovano spazio nel sorriso dell’alpino Nico?”. Altri soprannomi: Pollicino, Durbans, Paresi, L’uomo dal BAL pieghevole.

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Corrado Cozzo: Capocozzo

Finto ingegnere meccanico, valido marciatore e valido comandante di plotone, alla fine del corso ha optato per la scelta di andare a far trovare lungo in seconda Cp. Il più giovane della camerata, deve il suo nome d’arte all’impegno profuso nello studio che lo ha portato a diventare primo capocorso del 164°. Il grande slancio giovanile, l’energia, la simpatia, lo scazzo totale a 360° (6400 millesimi), le innumerevoli libere uscite e connesse abbuffate lo hanno traviato dalla retta via. Merito soprattutto della calotta, sovrana dei cervelli degli allievi durante i test, che ha raggiunto anche il Nostro facendolo scivolare ingloriosamente nelle retrovie. A detta di tutti ha svolto troppo pochi servizi di guardia e troppo pochi servizi durante il fine settimana, ma si sa: il paraculo conta! Qualcuno potrà pensare a lui come ad un allievo svogliato e senza mordente per restare capocorso, ma noi lo conosciamo bene: non sopportava l’idea di essere la figura del perfetto ufficiale (vedi la sinossi di GdP). Sosia inizialmente del Ten. d’Ortenzio e successivamente dello Sten Taurus, crediamo che la sua presenza alla SMALP sia ormai una cosa inevitabile. Resterà l’unico allievo punito dal Ten. Fiore via etere sulla frequenza 49.00 MHz mentre svolgeva la preziosa mansione di zappatore in quel di Clou-Neuf. Singolare il discorso avuto con lo Sten Zampa a Trois Villes quando alla domanda “Chi siete voi?” rispondeva fiero “Cannibali” al che l’ufficiale replicava “Cozzo, se non la smette di fare lo stronzo, stanotte le farò trovare lungo!”. Altri soprannomi: Torello di Quattordio.

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Roberto Orsolato: il Generale

Roby ha dimostrato fin dall’inizio di partire con il piede giusto, famoso resterà infatti nel tempo il suo intervento, il 16 luglio, in presenza della RAI-TV alla SMALP, dove sotto suggerimento diretto del generale (da qui il soprannome) esprimeva con toni perentori la sua adesione completa (spirito e corpo) alla filosofia smalpista (...pista). Fulgido esempio di come ingraziandosi le alte sfere sia possibile passare incolume tra le varie punizioni come uno slalomista; eccezion fatta per la sublime inforcata dell’ultima settimana dovuta agli scarponi sporchi (7 gg). Roberto infatti essendo un abile sciatore in questo è stato per tutti un maestro: ricordiamo come dopo l’attacco di sq. al Menouve sia riuscito a evitare di essere ficcato dentro avendo sparato un colpo durante l’ispezion-arm (presente il ten. Martini). Gran sommelier, amante della bella vita, delle auto di lusso (sogna una Porche ma possiede una Peugeot 205....) e delle belle donne (ne abbiamo mai vista una con lui???) si dedica con profonda passione allo sport ottenendo risultati insperati: essere preso come atleta al centro sportivo dell’E.I. (come cazzo ha fatto non lo sa neanche lui ?!?). Altri soprannomi: Roscio (Ten. Martini), l’Atleta.

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Cristian Paravano: Ciop

Attenzione: di quello che dice ascoltate la quarta versione. E’ stato scientificamente dimostrato che le prime tre versioni sono sistematicamente non vere. Il suo corso è stato caratterizzato da un unico obiettivo: far “trovare lungo all’allievo ufficiale Re Bruno”. Compito in buona parte riuscito e di questa costanza gli va dato atto. Assieme al suo vicino di letto Rinaldi sono stati ben presto battezzati dallo sten Zampa Cip e Ciop e rappresentano il detto “Dio li fa (male) e la SMALP li accoppia”. Infatti, pur abitando nella stessa via della stessa città a 100 m di distanza; nonché, figli di proprietari di negozi adiacenti, non si conoscevano prima di venire in Battisti. Essendo un eccellente giocatore di calcio ama poco il fischietto arbitrale e ne dà esempio in carraia, dove al passaggio del nostro Comandante si dimentica di fischiare (5 gg c.s.). Rimarrà un mistero per tutti noi cosa gli sia successo nei tre giorni di licenza elettorale. Rientrato in camerata ci ha annunciato la sua decisione di sposarsi a dicembre con Gianna. Pistaiolo nato, è riuscito a farsi odiare ed amare da tutti noi, essendo sempre il primo a pulire i settori e ad offrirsi nel portare il famigerato MG. La grande abilità culinaria ne ha determinato ben presto l’apprezzamento incondizionato del Mar. Bezza (“bravo, bravo Paravano, tu che sei friulano fa vedere a quei CC come si fanno le cose!”) e solo l’amore per la natia terra gli ha fatto rifiutare il promesso posto di ufficiale al vettovagliamento della Battisti.

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Bruno Re: E

Ragazzo dall’onestà e generosità inaudita (...sta aspettando ancora il berretto tattico dal VFP a cui l’ha prestato), deve la sua popolarità all’arrivo del Ten. Martini, di cui diventa subito l’amato pupillo. Dotato di grande carisma marziale e capace di operazioni solitarie di pattuglia a largo raggio di ogni tipo (notturna, diurna, in difesa e in attacco) è ben presto costretto ad assumere il nominativo tattico E a causa del suo lungo cognome. La grande falcata in marcia ne fa l’incubo dei compagni quando è comandante di squadra. Il top è comunque raggiunto in qualità di capo camerata quando, interpellato dal Sten Cortinovis durante un contrappello “Avete pulito bene?” placidamente risponde “Signorsì... (pausa di 4 secondi) compatibilmente con il tempo avuto a disposizione!”. Memorabili le serate della domenica, quando congedatosi dalla sua trepidante e ansiosa fanciulla, rientrava in camerata a suon di porchi per l’astinenza forzosamente imposta dalla naja bruta, beffarda e crudele. Dulcis in fundo, a lui si deve il programma su calcolatrice elettronica impiegato con esito pienamente soddisfacente nella scuola tiri mortai di La Thuile. Se un giorno una bomba di mortaio cadrà sulla vostra testa, saprete a chi rivolgervi! Altri soprannomi: Operativo, Pinerolo, l’Ottimista, King Brown, Stampellone II (Ten. Martini).

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Matteo Rinaldi: A posto

Ha subito una doppia maturazione durante lo svolgimento del corso: ha acquisito il carisma da Sten e ha anche assunto una conformazione fisica adeguata a colui che aspira ad un posto logistico. Amante delle belle donne ha purtroppo soppresso le sue potenzialità per via di una certa Meg, di cui si dice sia innamorato. Verrà ricordato come uno dei sostenitori più attivi dell’inserimento dell’avvertitivo “a posto” (per altro rivelatosi indispensabile durante il servizio svolto da MAX) nella rosa degli ordini. Come lor signori ben sanno, è laureato alla Bocconi facente parte della schiera degli studenti fighettini, è stato salvato dal contatto con validissimi ingegneri meccanici, che nella loro finta cultura ben poco sanno. Premiato dal maresciallo Dragon al valor civile per il salvataggio di un bambino in bici che stava per essere investito, continuava nella sua eroica azione nonostante le numerose ferite da schegge dei mortai cetnici. Famosissimo in compagnia per le scie di profumo che lasciava al suo passaggio, resta a detta di tutti il maggior pistaiolo in tema di affardellamento zaini e di uniforme per il contrappello. Tra i pezzi pregiati del menù annoveriamo la 5 pezzi a pelle per il conto alla rovescia pinciato, gli sbuffi ai polsini della tuta ginnica armata e il presentat-arm con coltellino tattico, inseparabile compagno di mille peripezie. Altri soprannomi: Pistaiolo, Cip, Mr. Coltellino Tattico.

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MarcoRossetti: Milan

Grande conoscitore della montagna mondana e turistica, si è dimostrato tra i più capaci della compagnia nell’adattarsi alle situazioni più difficili imposte dall’addestramento. Fisico asciutto, potente e, perché no, sciancato, incarna alla perfezione il detto “Chi vuole può!” o, con le parole del maresciallo Migliorini, “Brian Powell” (buona approssimazione di Brain Power ovvero potere della mente). Dopo un attento esame delle caratteristiche fisico-aerodinamiche è risultato essere l’allievo perfetto per il plotone controcarri; il Milan, come si sa, è un missile con testata a carica cava. Ancora in fasce, ha attirato su di sé le cure amorevoli del Ten. Fiore, il quale vistolo a riposo perché claudicante, lo apostrofava nell’arco di un’ora e mezza con le frasi “Rossetto, goditeli ‘sti momenti perché so’i ultimi!” e “Rossetto, lei è la negazione dell’Homo sapiens; ha battuto il piede nell’unico posto al mondo in cui un allievo non lo deve fare !” (N.d.A. in compagnia). Ha collezionato anche il battesimo di fuoco del Ten. Martini sulla ripida ascesa al Menouve “Pelato, se cedi c’è un MG anche per te!” e l’ambita onorificenza di “quaglia” da parte dello Sten Cortinovis durante un afflusso mensa. Le altalenanti prestazioni fornite in marcia, direttamente correlate con le maliziose, intriganti e corroboranti visite della matura compagna di vita, non hanno ancora consentito misurazioni sufficientemente precise per determinare la velocità di propagazione dell’onda esplosiva e quindi se il Nostro sia classificabile come Detonetti, Deflagretti o Pentrite. Ai posteri, o meglio ai suoi futuri alpini, l’ardua sentenza; noi comunque preferiamo la prima versione, flemmatizzata al 4%. Altri soprannomi: vedi testo..

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