| A.U.C. Renzo Canova | A.U.C. Edoardo Boero | |||
| A.U.C. Giovanni Lamberti | A.U.C. Andrea Filippi | |||
| A.U.C. Rainer Knapp | A.U.C. Francesco Fabris | |||
| Il morto | A.U.C. Giovanni Andreotti | |||
La 4° camerata si è distinta fin da tempi lontani per la filosofia dello svacco e per i componenti del 164° corso questo fenomeno si è ripetuto, rispettando così le tradizioni ferree che vigono all'interno della mitica MAX SVACCO. Eravamo allo scuro di quello che i componenti sarebbero diventati eppure già dalle prime settimane avevamo appreso le qualità della quarta camerata senza saperlo. Qualcuno di noi dice che le abbiamo assimilate per osmosi, probabilmente dal letto, oggetto di venerazione del perfetto svaccato. Prima di descrivere i personaggi della camerata va sottolineata la posizione della camerata all'interno della compagnia: nel corridoio di sinistra l'ultima a destra, quindi la più lontana dalla rampa delle scale, condizione tale da permetterci di arrivare immancabilmente ultimi alle adunate (l'ultimo in assoluto: Andreotti Giovanni il capo corso).
Classe 1969 (il nonno, anche per i suoi capelli brizzolati), è il vero arrampicatore della camerata, un grimpeur nel cuore e nella mente: materialmente è qui a fare il 164° corso AUC, ma con il pensiero è sempre stato via con il suo furgone (che non ha!!) in giro per la Francia e la Spagna, ad arrampicare ed a .... con magnifiche ragazze francesi. Quando è tra i monti e la neve , sogna il caldo e le falesie della Sardegna... in pratica è qui per sbaglio! Unico rimedio, per dimenticare, annegare nell'alcol (memorabile la sua balla da Cesare e Lucia), nei salumi e formaggi valdostani, in enormi piatti di pasta e giganteschi tiramisù.... ovviamente stando attento ai grassi per via della dieta. Gran banfatore di norvegesi (cucita appositamente), formalissimo nelle adunate (ha rischiato di farsi mettere le mani addosso dallo Sten. Alessio), ha creato un buco nei bilanci del vettovagliamento SMALP arraffando (anche durante il servizio di guardia) cioccolate, frutta, grana, marmellate e biscotti a più non posso (.... e che cazzo, bisogna pur nutrirsi!...); è diventato in breve tempo il più bravo di tutti noi, e non è cosa da poco, nell'arte dell'imboscarsi per schivare pulizie di corridoi e bagni, come i fucilieri ben sanno. Compagno di tutti, ma amico di nessuno: “.... e che cazzo (frase tipica).... mi hai mai invitato a casa tua a mangiare? no! e allora siamo compagni di camerata non amici!”. La sua vita è orientata a quello che lui definisce come Principio Edonistico: massimo rendimento con il minimo sforzo... se poi lo sforzo è nullo, meglio ancora!! Non bastasse, il libro che l'ha accompagnato in questi mesi quale guida spirituale è stato "L'ARTE DELL'OZIO".
TopFilip, classe 1974, è il figo per definizione: si tuffa da 60 metri urlando "Geronimo", surfa sulle onde californiane, volteggia sulla cavallina fino a stupire persino Migliorini, tiene contemporaneamente i "contatti" con 4 ragazze (e innumerevoli altre le hanno precedute, dai 15 ai 32 anni, con figli o senza non è un problema!), quasi istruttore sub, sciatore in grado di fare le curve con tecnica a banana, poeta e pittore. Peccato che rimanga tutto da verificare!! Quel che sappiamo per certo è che per lungo tempo ha dominato la classifica .... al contrario... e che solo grazie alla parentela con lo Sten Filippi è poi risalito "magicamente" alla 59° posizione, che non ha mai rinunciato alla cicca serale in camerata prima di addormentarsi in compagnia dell'immancabile Rainer affacciati alla finestra (mai beccati!), che è un gran bevitore, un testardo ed un criticone, e che come comandante di pattuglia è un gran rompimaroni. Infine, ci siamo stufati di vedergli arrivare 4 lettere al giorno e di sentirlo sempre dire "che palle ste donne".
TopFranz, classe 1976, è il bocia della camerata: si vede e soprattuto si sente, visto che per 5 mesi ci ha allietati con peti di ogni tipo, taglia e odore (che poi tentava di nascondere con il P.C.A. = profumo contrappello). E' stato gioia e dolore del suo vicino Andreotti cui puntualmente invadeva il letto per depositarvi se stesso e tutto il suo armadietto, gli odori del quale ben conosciamo. Epici gli scontri con il banfer Canova, i suoi contrappelli paura e la sua parlata che più che friulana (o meglio slava) sembra sarda (es: pörca tröia, Fabris Franceeesco). A riguardo dei contrappelli va spiegato che contrappello paura significa: armadietto in disordine, letto da fare, uniforme da indossare, scarpe da lucidare, zaino non squadrato, il tutto con Sten Zampa già in azione nel corridoio. Per evitare in tali casi la punizione ha inventato il finto letto: coperta con solo risvolto di lenzuolo e niente coprimaterasso: tempo 10 secondi circa ... con la pratica e l'aiuto di tutta la camerata! Da buon elemento della quarta (La Max svaccata) si faceva sorprendere, in turno di vedetta, sbracato sul prato, a prendere il sole senza scarponi (calzini stesi sul cartello dei 40 all'ora), rischiando di perdere così l'unica licenza del nostro "fortunatissimo" corso.
TopClasse 1970, vicentino DOC, ingegnere meccanico poco convinto, da subito è stato messo capo camerata per anzianità militare (1 mese e mezzo come alpinazzo al btg. Feltre). Inizialmente ci ispirava ordine e serietà, essendo giunto con zaino già squadrato e corredo personale per le pulizie (2 tipi di cera e speciali straccetti anti polvere); col tempo avremmo invece capito che erano normali malizie da ex-militare. Col progredire del corso la posizione di capo camerata si è consolidata, essendo giunto 3° in classifica dopo i primi accertamenti e addirittura 1°, e perciò capo corso, ai secondi e di lì fino alla fine. Ma a parte i successi negli studi, e per carità anche nell'addestramento pratico, l'allievo Andreotti non è certo il capo corso perfetto; più che Rambo infatti Giò è un pantofolaio, perfettamente soddisfatto solo a casa della morosa a fare zupeta nel caffè d'orzo con il pan biscoto. Un altro lato molto carente è quello dell'ordine e della formalità: si distingueva infatti per l'armadietto più incasinato della camerata (e probabilmente quindi della compagnia) e per giungere sempre ultimo alle adunate. Di questi retroscena noi camerati ci siamo accorti abbastanza presto; poco perspicaci invece si sono mostrati gli ufficiali della compagnia che hanno iniziato a sospettare qualcosa solo verso la fine del corso; il motivo forse è l'estrema scioltezza e la finta ingenuità piena di "perchè? ... non si può?" con cui Andreotti condisce questi comportamenti. Troppo tardi quindi per raddrizzare queste devianze, comunque ceste (come direbbe lui) o forse meglio così: a favor di simpatia!
TopRenzo, classe 1974, all'interno della camerata è per definizione IL BANFER: ci chiediamo ancora adesso che sta per finire il corso come lui possa dire di essere alto 178 cm quando all'inizio del corso aveva dichiarato di essere 176, mentre nella carta d'identità risultava 175 e, diciamocelo chiaramente, nella realtà sarà non più di 173 cm. Altre celebri banfate sono quella di aver fatto una via di 7a a vista (per noi l'aveva solo vista) o quella del suo peso (ci aveva fatto intendere di aver preso ben 10 kg in soli 40 giorni di naja ... prima doveva essere invisibile!). E’ noto anche per essere un ottimo tagliatore di legna poiché russava talmente forte da non permettere il sonno a noi compagni di camerata. L’assurdo è che una sera si svegliò per spegnere la nostra stufetta di stecca giustificandosi poi con noi, che avevamo sofferto tutta la notte per il gelo e la sua “cattiva respirazione”, dicendo che non era riuscito a dormire perchè la stufetta faceva troppo rumore. Era capace di addormentarsi in numerico tre primi in qualsiasi posizione, prima del contrappello e anche sotto il letto. A tre settimane dalla fine del corso è partito per la licenza di convalescenza a causa della rottura del setto nasale riportata durante gli ultimi accertamenti di educazione fisica effettuando uno stupendo salto da 125 cm. Abbiamo sentito la sua mancanza durante le fredde (la camerata 4 è la più fredda della SMALP, i termosifoni non funzionano) e silenziose notti di fine novembre. Finiamo svelandovi il suo soprannome: Charlie Foxtrot, iniziali di Centro di Fuoco. Le origini risalgono all’attacco di squadra quando, davanti al Generale, era riuscito a darne una definizione che non esisteva in nessuna libretta.
TopIl Lambe, classe 1971, ingegnere meccanico (secondo noi raccomandato dal padre professore) che passa i momenti liberi in camerata tra disegni di barche a vela e partitoni di Tetris (... faccio solo una partitina, prometto... e poi sta 45' a rincoglionirsi!), è un bolognese un po' atipico: non mangia solo tortellini e mortadella, bevendo Lambrusco, ma si nutre anche di quello che il nostro "cuoco" (??) Chiale cerca di cucinarci. Come noi tutti è rimasto vittima dello svacco che colpisce chi dorme nella quarta camerata: quel busone di un bolognese è riuscito a saltare la terribile marcia notturna con la ridicola scusa di un male al tallone (poco originale!), a scendere dal Menouve ventoso e nevoso con 37,0001 di febbre (gravissimo!), a evitare il guado notturno sempre per via del tallone (repetita iuvant), ... e ci fermiamo qui Conoscendolo abbiamo capito che è meglio evitare di incontrarlo sulle piste di Cortina, perchè è di quelli che amano fare le curve a cannella, o meglio a randa (boh!), e che è invece ottimo compagno di tenda perchè porta sempre il sacchetto del rusco (ri-boh!) e le marmellate giubbate in mensa (ma come parlano sti bolognesi ??). In alcuni casi dovrebbe calettarsi ben bene, poichè si fa prendere la mano un po' troppo dalla sua vena allegra e goliardica, e allora lo vedi sgambettare e spintonare l'Andreotti nelle corse giù per le scale, battere il passo quando il plotone attraversa una pozzanghera, presentarsi al contrappello senza calze (e, porca troia, non lo beccano mai... busone), scassare le balle sempre all'Andreotti con le zupete di pan biscoto, il suo leggerissimo accento e le parole masticate. Memorabili le sue telefonate brevi brevi alla Mochi... mediamente un'ora!!, la sua "vocina" baritonale (si sentiva in tutto il corridoio, ovviamente durante il contrappello) e i suoi termini anomali: a quelli sopraelencati aggiungiamo
Classe 1972, quando si sta con lui bisogna stare attenti a parlare di Italia, di Nazione e così via.... lui non è italiano, è SUD-TIRÖLESE, non mangia pasta e bistecche ma crauti e salsiccia. Niente vino, solo birra!! Unica stonatura nel suo essere un puro austriaco... è che il suo cuore batte per la JUVE: guai a toccarla, a criticarla, a ricordargli, soprattutto, che ha perso con il Vicenza!! Parla poco, dorme molto, legge libri sulla pesca senza avere la canna, non è mai andato sopra i 2000 m. (pur essendo di Brunico), è l’unico di noi ad essere riuscito a stringere rapporti con ragazze locali (... pare fossero dei rospi). Si è addormentato con il walkman acceso per tutto il corso, e solo ora ha capito che è il caso di comprare pile ricaricabili. Indebitato fino al collo con mezza compagnia, in perenne attesa di vaglia che non arrivano mai, si è comprato tuttavia alcuni oggetti "utilissimi":