| A.U.C. Claudio Buffa | Il morto | |||
| A.U.C. Stefano Macolino | A.U.C. Alessandro Gambera | |||
| A.U.C. Davide Crotta | A.U.C. Massimo Chieregato | |||
| A.U.C. Michele Cappelletti | A.U.C. Mauro Dorio | |||
...e al settimo giorno Dio si riposò." No, dimenticavo una cosa....Be, adesso non c'ho voglia, c'è tempo..." Questi i presupposti. E, parecchi anni dopo, e precisamente il 2 luglio 1996, Lei nacque. La camerata 6. Quella vera. Si era alla SMALP, in tempi di profondi cambiamenti. Ma, si sa, una volta toccato il fondo si può sempre iniziare a raschiare. Per questo vennero accettati gli individui che, come scritto nella Storia, avrebbero dato vita alla coalizione meno militare che la SMALP avesse mai visto. E che probabilmente mai più vedrà. Fino a quel giorno la Gloriosa, da quel giorno la Furiosa. Braccia rubate al servizio civile, i nostri eroi iniziarono fin dal principio a distinguersi nelle diverse attività. Tra pianti e intenzioni di ritirarsi, primeggiavano nelle marce, furoreggiando addirittura in quelle notturne, riuscendo a distribuirsi equamente, allineati e coperti, tra le squadre che li seguivano. Mirabili nell'addestramento formale, riuscivano a perdere il passo anche in libera uscita. Sbaragliarono poi la concorrenza sotto il piano dei risultati: nei secondi accertamenti vantavano una media di camerata intorno alla 54° posizione. Pare che la classifica dopo i terzi accertamenti non l'abbiano neanche letta. Si distinguevano regolarmente nella pulizia della camerata, apprezzati in questo anche dai loro colleghi che più volte hanno visto ritardata la libera uscita a causa delle sostanze rinvenute nei più disparati anfratti della loro camerata. Da ricordare infine lo stupendo rapporto instaurato con il loro C.te di Plotone, che non esitò a definire l'allegra combriccola "la camerata delle minchie", presumibilmente in riferimento alla ragguardevole dimensione media dei loro organi riproduttivi. Forse la 6° camerata (cammaretta, per gli amici) del 164° AUC non rimarrà scolpita nella storia della SMALP. Quello a cui tenevano, e che hanno ottenuto, era che rimanesse in quella di ognuno di loro.
Dottore veronese - de San Martin - con forti tendenze alla pinguedine dovuta a smodati appetiti, le sue flatulenze erano note a livello di complesso minore. La bocca in movimento a ogni ora del giorno, alternava il cibo - d'ogni genere e consistenza - alla logorrea, dalla sveglia fino al termine dei famosi - ormai leggendari - contrappelli paura, al punto che per aver la possibilità di parlare anche durante le marce accettava spesso il ruolo di comandante di squadra. Sottovoce non significava niente per lui e poteva scoreggiare più forte delle tromba dell'adunata. Schiavizzatore innato, la sua frase tipica era: Stasera, non c'ho voglia di fare un cazo.
TopMolti erano stati i tentativi di imitare la sua dizione quando la fatidica frase: “Allievo ufficiale CRotta Davide” risuonava nobile nell'etere; tutti inutili naturalmente. AUC Crotta, acculturato, manierato, spesso schizzato, supervitaminizzato, l'unico che, riuscendo a leggere anche nelle situazioni più estreme, dal Ménouve a durante i contrappelli, è stato in grado di divorare una decina di libri. E se ne conosceste il genere, non sareste stati contenti di dover dormire per cinque mesi in cammaretta con lui. Sempre puntuale nella pulizia dei bagni, il suo arrivo, 1,5 minuti prima del contrappello, veniva accolto da applausi e cori di meraviglia, ma lui: Scusate, posso ancora lavarmi i denti? Irrobustito più dallo shopping che dal portare l'MG (sfruttava abilmente la floctricità della sua mimetica nei momenti drammatici dei cambi) rimarrà immortalato in una serie interminabile di foto in cui lo si può confondere con Cesare Battisti.
TopIl vero eroe della cammaretta: strana miscela tra detonante e deflagrante nelle prime marce, aveva raggiunto il livello medio della compagnia solo quando era ormai giunta la sua ora. A quel punto a minarne l'esistenza erano giunti i servizi di guardia che gli hanno consentito di dominare incontrastato la classifica. Famose le sue mancate uscite per i più svariati motivi, in particolare: recupero sonno. Mangia, o almeno si ritiene che questo sia ciò che lui fa seduto al tavolo della mensa, cercando di imitare i processi di fagocitosi shakerandoli con movimenti ricorrenti in alcune tribù cannibal
TopSuper conoscitore del trattamento militare grazia alla sua precedente militanza, arrivò nella cammaretta già svezzato a dovere (forse anche troppo) : era infatti sempre stressato ancor prima di cominciare l'avventura. La mattina era l'ultimo ad avviare il motore (un Diesel); adesso, dopo cinque mesi, non sappiamo ancora se è riuscito a metterlo in moto, per noi è sempre ingolfato. A volte è una bomba, a volta una moviola. Anzi un moviolone. Ama tutti i vizi, dal fumo alle donne: gli manca solo un buon Martini. Di lui si dice che abbia perso il cervello, probabilmente quella volta che cadde come un pero sotto il suo fardello.
TopArrivato alla SMALP per caso credendo di entrare in un centro sociale. Capace di sonno pesante, più di una volta gli è stato praticato il massaggio cardiaco credendolo morto. Riusciva a dormire in piedi durante i contrappelli, e alla prima "n" dell'agognata frase "Fine contrappello ..." già russava. Quando si trattava di uscire, mentre i comuni si stavano togliendo gli stivaletti, lui era già in strada che si accendeva la seconda sigaretta. Avendo fatto la doccia, naturalmente. Una spiegazione di questa velocità è forse rintracciabile nell'ordine che regnava nel suo armadietto. Divenuto meta di pellegrinaggio verso la fine del corso, diventava conteso da collezionisti e critici autorevoli che inoltrarono richiesta alla SMALP perché in blocco fosse trasferito al Museo d'Arte Contemporanea. Fantomatica la sua disponibilità nel proporsi volontario per ogni tipo di lavoro. Riusciva camaleonticamente ad assumere la colorazione (e, talvolta, la conformazione) dell'ambiente circostante, fosse questo l'asfalto del cortile o le piastrelle della Compagnia. Si giungeva a chiedersi se fosse mai entrato nell'Esercito. Infastidito dalle numerose guardie per via della giberne che, correndo, gli procuravano delle contusioni sulle ginocchia, sarà ricordato anche per la sua borsa valigia, che infrangeva ogni regola della fisica (ma anche di LCB) resistendo in cima all'armadietto pur avendo il baricentro nella camerata adiacente.
TopDefinirlo una persona precisa è riduttivo, più giusto sarebbe maniacale. Riusciva a spendere l'intera decade in lavanderia. Verrà consegnato alla storia come quello a cui le punizioni venivano sempre promesse ma a cui mai venivano date. Grazie alla Chieremicia, sua gattina affezionata, riesce ad essere l'allievo più odiato dal postino del Battaglione.
TopViveva tranquillo prima di giungere alla SMALP. Amante del mare e dell'acqua in tutte le sue manifestazioni (ad eccezione di quella piovana), non poteva essere destinato che alla Scuola dato che in vita sua aveva già fatto escursioni in montagna per una durata complessiva di due ore. Dopo la prima fase di accertamenti rimase l'unico dotato di capacità d'uscita ed era costretto a fare lo shopping per tutta la cammaretta, trasformandosi quasi quotidianamente in un novello Ercole. Fulgido esempio di supremo spirito di sacrificio viene a ragione nominato Capocammaretta.
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