Scuola Militare Alpina

164° Corso Allievi Ufficiali di Complemento

Camerata 7

Allievi Ufficiali di Complemento

Leopoldo Avesani: Brontolo

Il suo lungo viaggio è iniziato ad Avellino dove il prode fante veronese cominciò ad apprendere i primi rudimenti della difficile arte militare. Questa prima esperienza (20 giorni di CAR) lo ha profondamente segnato tanto che in 5 mesi di corso alla SMAlp ha potuto raccontare le sue vicende circa 50.000 volte. Proveniente da una famiglia di guerrieri (padre riformato, nonno imboscato, bisnonno disertore) ha scelto gli alpini perché “ad Aosta fa freschetto”. Al suo primo Pollein, infatti, collassava sotto il sole; alle temperature più basse resiste bene perché ha in dotazione personale una pelliccia: la GTA per il Leo è un optional. E’ famoso per le sue performance mattutine di fronte allo specchio (in media 20 minuti di brontolio) e per la sua allocuzione quotidiana: “La finirà ‘sta naja bastarda!”.

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RomanoBottosso: il Barone

Direttamente dalla residenza estiva di Cordenons il Barone Bottosso giunse il 2 Luglio ad Aosta. Strani questi nobili! Salito al volo su un volgare taxi di infima categoria, si dirigeva senza indugio al castello Gen. Cantore. “Cosa? Non è questa la caserma?”. L’impatto con la SMAlp fu tragico: marce notturne, guadi impossibili, adunate in mimetizzazione alle 4 del mattino (per non dire di notti insonni in compagnia di Baglio e delle cicatrici di De Vecchi). Pippo il barone è una miscela di classe ed eleganza; il suo lamento più frequente è “che disagio!”. E’ leader indiscusso del Terzo Plotone quanto a formalità (alternanza voce-sbattito del piede) ed è sempre in prima fila durante le cerimonie (cfr. Sten. Alessio). Raggiunse l’apice della sua avventura di allievo in qualità di comandante di una “squadra di culattoni” (cfr. Sten. Zampa).

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Matteo Costa: Peto

Noto esponente della Padova bene, Matteo Costa è il fighetto del Terzo Plotone. Formalmente impeccabile, è un vero specialista della marcia, specie se in pianura e senza zaino. Lungo la salita verso Charvensod, ricevuto l’olio santo, gli è apparsa la Madonna che gli ha indicato la via per sopravvivere a questo corso: non farsi mai volontario ed essere il primo alle adunate mensa. La sua specialità tuttavia sono le cerimonie alle quali assiste, senza sostegni, comodamente in orizzontale. Narrano che sia riuscito a svenire pure alla cresima. Per concludere segnaliamo come sua grande invenzione l’agenzia di stampa Radio Costa che sforna notizie, classifiche e novità in tempo reale. Per chi fosse interessato sono a disposizione, presso l’emittente, le classifiche finali del 165°, 166° e 167° corsi AUC, nonché le promozioni e i trasferimenti per i prossimi 20 anni di: Ten. Vezzoli, Cap. Ceragno e M.llo Dragone. Il nomignolo Peto non merita spiegazioni !!!!!!!!.

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Federico Fainbinda: Fausto Fain Flinton

Abile cacciatore e tifoso sfegatato di una squadretta provinciale di serie B, fenomeno- Flinton è tutto un programma. Si narra che il gattacchione (così si fa chiamare in intimità) riesca a compiere l’impossibile a tavola: il cibo è il suo diletto, il bere il suo svago. Di fronte al vino da il meglio di sé ed il mattino seguente in adunata lascia un’inconfondibile traccia (le zoffe). Rispetta scrupolosamente le consegne della guardia: è muto come un pesce (cfr. Sten. Revelli), non fuma, non mangia e non si imbosca. E’ ligio al dovere, sempre volontario e amante delle reazioni fisiche. Dopo un paio di marce con l’MG, la schiena ha ceduto ed anche RAI 3 gli ha dedicato uno spazio nella trasmissione della Raffai “Chi l’ha visto?” Attento osservatore diurno e notturno (raffica di Fal su alberi anziché sul nemico), il cacciatore è comandante modello del Plotoncino, cui non fa mai mancare le pornossi sapientemente acquistate in edicola.

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Edi Corvi: lo Iuffi

Folta capigliatura e labbra alla Naomi Campbell, lo Iuffi Verbania si è distinto fin dai primi giorni per formalità (comprese le imprecazioni durante le presentazioni) e savoir faire. Zaino in spalla, MG sul collo (dimensione Tyson), il nostro arbitro ha lasciato i najoni di Cuneo per raggiungere Aosta: “Deeeh, qui alla SMAlp, sono di casa io, Dio Bono!!”. Prestante nella forma e nelle sembianze, grazie ad un’alimentazione sana ed equilibrata, lo Iuffi sa mantenersi sempre ginnico per il salto del muro del pianto (“Porco diso, forse a picconate riesco a superarlo!”). Il suo fisico resta, comunque, al servizio dell’intera compagnia: chi non riesce ad essere coperto dietro di lui nelle adunate? Mitiche, infine, le sue gite nel week-end dallo zio a Saint Remy: rientra sempre steccato e con qualche chilo in più, che poi cerca di perdere dando ripetizioni di calcetto.

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Andrea Romano: Topolone

Nato fra un deposito di paglie ed uno spaccio militare, Rumeno è cresciuto a base di amari e Vecchia Romagna. Dopo un lungo periodo di “Ma dai!!!” e “Perché?” decise di far domanda negli alpini. Tra lanci di bomba da manuale (una a un metro di distanza dai suoi maroni, l’altra in bocca ad un tenente), influenze e infiammazioni al piede John Wayne Bobbitt Topolone passava la giornata a scardinare i cancelli della Cesare Battisti. Durante il 164° corso AUC (per lui durato circa 4 mesi) ha trovato lungo soprattutto durante il campo marciante: in sovrappeso di circa 15 chili e con passo da turista partiva dal nucleo di testa per scivolare lentamente (ma neanche tanto!) verso quello di coda.

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